Immigrazione: problema o risorsa?
“Chi vi dice che siete diversi è uno stronzo”. Sono le parole che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha rivolto ad un gruppo di bambini immigrati. Sarebbe questo il giusto atteggiamento che le istituzioni dovrebbero mantenere e sostenere nei confronti della questione immigrazione. Ma non è così. Con il decreto legislativo sulla sicurezza, promulgato con perplessità dal Presidente della Repubblica, il Governo italiano, spinto dalla Lega Nord, ha dato un appoggio a quell’ondata xenofoba che rischia di coinvolgere il nostro paese. Il pericolo di razzismo in Italia è, infatti, non sottovalutabile vista la legge sulla sicurezza. Essa introduce il reato di clandestinità, prevede la pena da 5000 a 10000 euro e la sanzione accessoria dell’espulsione; per coloro che, nonostante l’espulsione, restano in Italia scatta il carcere fino a 4 anni. Inoltre sottoscrive l’autorizzazione per i medici di denunciare i clandestini che ricorrono alle loro cure e ammette le ronde dei cittadini, purché disarmate. Tutto ciò, non va solo a discapito dei cosiddetti clandestini, ma, rende difficile ai 4,5 milioni di immigrati regolari di vivere serenamente e dignitosamente nel nostro paese. Non sono queste le premesse per risolvere il problema immigrazione, almeno così molti lo definiscono. Continuando su questa strada si solo asseconda quella ostilità contro lo straniero, visto come colui che toglie spazio, lavoro e opportunità. E’ necessario analizzare l’immigrazione adottando una prospettiva diversa, come quella fornita da un’analisi della Banca d’Italia. Secondo Mario Draghi, è un interesse nazionale integrare e favorire la crescita culturale e professionale degli immigrati. Egli ha sottolineato che dagli stranieri arriva il 4% delle entrate, mentre usufruiscono solo del 2,5 % della spesa pubblica. Gli immigrati, insomma, con le loro tasse contribuiscono assai più di quanto non ricevano. Sono loro che consentono alle nostre imprese di produrre, alle famiglie italiane di avere un aiuto (in particolare alle donne che possono così lavorare), agli anziani di essere assistiti. L’aumento dei flussi di immigrati, non costituisce un pericolo per i salari e le prospettive occupazionali degli italiani. C’è stata una sorta di complementarietà, l’afflusso dei dipendenti stranieri impiegati come operai e tecnici ha di fatto sostenuto la domanda di lavori per incarichi gestionali e amministrativi che richiedono qualifiche più elevate. Il crescente numero di immigrati non ha, quindi, avuto come conseguenza un peggioramento delle possibilità occupazionali per i nostri connazionali. Si devono creare le giuste condizioni per favorire un’immigrazione che sia “favorevole” sia al nostro paese ma soprattutto a chi, pieno di speranza, cerca di rifarsi una vita nella nostra penisola. Questo va detto a coloro che preferiscono rimanere ancorati a stupide concezioni razziste e , dimostrano di non aver compreso nulla dal passato. La storia ci ha insegnato molto in tema di razzismo, non bisogna dimenticarlo. Intanto proposte positive arrivano dal presidente della Camera, il quale propone il diritto di voto alle amministrative per gli immigrati. Al momento, però, l’unica risposta data a Fini è stata quella della Lega Nord, ovviamente contraria.Vista la situazione viene spontanea una domanda: l’immigrazione riuscirà in Italia ad essere vista come una risorsa e non come un problema?
Nonsolosabato