UE: Si alla coesione, no all’individualismo
Dopo 15 secoli di guerre di aggressione, di conquista, in nome della
religione e degli interessi economici gli europei hanno deciso di dare una svolta alla storia del vecchio continente. Solo in seguito a queste catastrofi, infatti, i “padri fondatori” hanno lanciato il processo d’integrazione europea. Così nel 1991, con il trattato di Maastricht è nata l’Unione Europea. La CECA è stata la prima applicazione del principio della condivisione dell’esercizio in comune tra più stati della sovranità. Alla CECA sono seguiti l’Euraton, il Mercato Comune, l’Euro ma anche un insuccesso: la CED (Comunità Europea di Difesa). Altre iniziative di grande importanza sono state l’allargamento e il Trattato costituzionale. L’ampliamento degli Stati membri a 27, avvenuto il 1° gennaio 2007, ha reso, però, evidenti alcune carenze riguardanti le strutture istituzionali e le regole dell’Unione. Per quanto riguarda il Trattato costituzionale, il cammino per la sua approvazione è stato lungo e non certo facile. Nel 2005 la ratifica fu bloccata dai “no” dei referendum di Francia e Olanda e dalla bocciatura dell’Irlanda, solo nel novembre di quest’anno è stato raggiunto l’obiettivo preposto: il Trattato di Lisbona è stato approvato e forse entrerà in vigore già da adesso. Questo è assai importante per il futuro del vecchio continente perché, viene scongiurato il rischio di una paralisi dell’Unione inerente al fatto che fino ad ora le decisioni dovevano essere prese all’unanimità. Con il Trattato di Lisbona, invece, le decisioni verranno prese a maggioranza qualificata con un meccanismo che attribuisce a ciascun stato un peso anche in relazione alla sua popolazione. Ci sono inoltre altre novità: 2 anni e mezzo è la durata della carica del presidente del consiglio, la figura del ministro degli esteri che guida e vigila sulla coerenza dell’azione estera dell’Unione Europea, il segretario generale che organizza le riunioni e cura la gestione delle attività dei diversi organi. L’adozione della moneta unica, che ha coinvolto 12 Stati diventati successivamente 16, governata da un’istituzione sovranazionale come la BCE (Banca Centrale Europea) non è stata solo un fatto monetario ed economico ma, ha costituito un evento politico di notevole rilievo. L’importanza dell’adozione di una stessa moneta è stata confermata anche in riferimento all’ultima crisi che ha colpito l’economia globale. Ad esempio l’Islanda, che non ha adottato l’euro, si è trovato in una situazione difficile, la sua moneta è stata considerata carta straccia. Lo stesso sarebbe potuto accadere all’Irlanda che, ha evitato il tracollo solo grazie all’euro. La strategia dell’Unione, guidata dalla Merkl, ha assunto un ruolo decisivo nell’evitare il panico bancario; meno incisiva però è stata l’azione contro la recessione, il piano europeo è stato giudicato deludente anche da Confindustria. Se, però, la recessione sembra un problema ormai alle spalle, altri devono essere ancora affrontati. Tra questi l’effetto serra, per il quale l’UE ha proposto un pacchetto di misure per ridurre l’inquinamento e, l’adesione della Turchia all’Unione. Questi, e gli eventuali altri problemi che si presenteranno, saranno risolvibili solo se i paesi dimostreranno coesione e spirito di condivisione.
Nonsolosabato